Vicenza città di carta. Introduzione

Scoprendo la Vicenza letteraria

Palazzo di Vicenza nell'immaginario di Parise. Copertina del primo romanzo di Parise.

Visitando Vicenza, conoscendo anche solo minimamente la sua storia e la sua cultura, sembra che il paesaggio e le architetture si siano conformati seguendo profili e prospettive suggeriti loro dalla letteratura. D’altronde ogni luogo connotato intensamente sia da tradizioni che da sovvertimenti culturali, ricerca la costruzione di un proprio immaginario. Un genius loci nato da una commistione di fatti e narrazioni che la letteratura, per la sua peculiare natura, sa raccogliere e consegnare alla collettività.

Ma a Vicenza, in una maniera del tutto singolare, gli spazi sono stati progettati proprio a partire da un mito di riferimento: l’idea che la nobiltà cittadina al potere nel Cinquecento voleva attribuire alla città. Le proiezioni di classicità, profuse nella mente di Giangiorgio Trissino, mentore di Palladio, erano nutrite di grandiosa letteratura di miti e tragedie, colossi di pietra, antiche glorie culturali e politiche che la sua famiglia e altri casati desideravano riportare nella loro attualità: un disegno nuovo tracciato nelle loro residenze destinato a conferire un bianchissimo profilo greco all’intera città. Non per nulla il più celebre teatro della città, l’Olimpico, (raro caso in tutto il mondo di teatro rinascimentale conservatosi nelle strutture originarie) mette in scena una copia in legno e gesso dei palazzi del centro di Vicenza, travestiti da templi dell’antica città di Tebe, in un gioco di infinite prospettive ottiche e culturali.

Nel corso dei secoli, gli scrittori vicentini, – una quantità straordinaria per una cittadina di provincia-, da Fogazzaro a Piovene, da Pozza a Parise, da Barolini a Bedeschi, da Rigoni Stern a Meneghello, da Trevisan alla Veladiano, ha continuato a proiettare sulle facciate dei palazzi e delle contrade luci e scenari storici che convivono con arie metafisiche. Pur prendendosi meno sul serio degli antenati cinquecenteschi e facendo autocritica del proprio mito originario, hanno arricchito i paesaggi letterari di nuove tonalità, in special modo surreali, espressioniste, a volte dada e sarcastiche. Confrontandosi con questo immaginario, le opere letterarie, nate in mezzo e scaturite dalle architetture di Vicenza, hanno dato vita ad una letteratura importante, sia sul piano nazionale che internazionale.

Inizia con questa piccola introduzione, ogni due settimane, in anteprima per gli iscritti alla nostra newsletter e, in un secondo momento, qui nel nostro blog e su pagina Fb, una micro rassegna con dettagli fotografici e citazioni sulla Vicenza letteraria. Si tratta di suggestioni e frammenti tratti dai nostri itinerari e dagli eventi che organizziamo, come piccoli assaggi per invitarvi a partecipare alle nostre iniziative e per farvi incuriosire circa il nostro progetto.

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